Cinzia Sciuto – Non c’è fede che tenga. Manifesto laico contro il multiculturalismo

Oggi in Europa viviamo in società sempre più disomogenee. Le tensioni e i conflitti etnici, religiosi e culturali che attraversano centri e periferie impongono la ricerca di nuove forme di convivenza. Secondo Cinzia Sciuto, la strada da percorrere per una società capace di tenere insieme disomogeneità culturale e diritti delle persone è quella di una visione etica e politica radicalmente laica. Ma che cosa significa essere laici? La laicità è l’insieme delle condizioni che permettono alle diverse espressioni religiose, e più in generale alle diverse visioni del mondo, di coesistere in una società pluralistica. Condizioni che garantiscono la libertà di religione ma allo stesso tempo stabiliscono princìpi ai quali non si può derogare in nome di nessun Dio. La laicità dunque non è il polo di una simmetria, ma la condizione prepolitica della convivenza civile in una società disomogenea. Un saggio che smaschera le pretese velleitarie del multiculturalismo: nel reclamare riconoscimento e rispetto delle identità delle diverse componenti etniche, religiose e culturali di una società, il rischio è perdere di vista che il soggetto titolare di diritti è solo ed esclusivamente il singolo individuo e non i gruppi. Sciuto capovolge l’ordine di priorità: è l’individuo a essere portatore di identità e appartenenze, non è l’appartenenza a definire l’individuo.

Bruno Snell – La cultura greca e le origini del pensiero europeo

coverI saggi raccolti in questo volume disegnano le fasi principali di una storia dello spirito greco, mostrando come, nel corso del proprio sviluppo, esso si arricchisca costantemente di motivi nuovi, ed estenda via via i propri orizzonti. Quelli che possono apparire semplici mutamenti del gusto rappresentano invece, per l’autore, conquiste senza precedenti, trasformazioni rivoluzionarie nel modo di vivere e di concepire la vita. La forza di questi studi consiste nella capacità di restituire alla loro originaria fisionomia i fenomeni culturali di cui trattano, in una sorta di paradossale storicismo che tende a far risaltare le differenze piuttosto che a sottolineare la continuità. Bruno Snell ci dà con questo libro un’opera d’insieme che lo situa nella migliore tradizione della «storia dello spirito» tedesca.

Consiglio a cura di Brauronios

Ernst Robert Curtius – L’abbandono della cultura. Testo tedesco a fronte

coverIl breve saggio di Ernst Robert Curtius Abbau der Bildung, qui proposto nella sua prima traduzione italiana, ci offre la testimonianza di un intellettuale di punta della cultura tedesca circa lo status della formazione e dell’educazione in Germania nel momento storico cruciale dell’avvento al potere del nazionalsocialismo. Come scrive Angelo Genovesi nell’introduzione: «Il problema della formazione e dei suoi rapporti con le diverse agenzie e istituzioni culturali, lo si consideri dal punto di vista della modernità o del postmoderno, è un nervo scoperto capace di condizionare considerevolmente lo stesso processo di integrazione europea. L’analisi condotta dall’eminente filologo tedesco è la presa d’atto, attraverso una crescente quanto preoccupante serie di indizi che culmina in una esplicita sconfessione ufficiale da parte delle istituzioni statali, di una progressiva quanto inarrestabile divaricazione tra due termini originariamente identitari: quello di materia o sostanza della cultura nazionale (nationale Kultur), quello della sua forma, ovvero il suo trasferirsi e diffondersi come vera e propria formazione (Bildung ) del popolo tedesco.» «Fra i critici, storici e filologi, più importanti del nostro tempo» scrive Daniela Marcheschi nella postfazione, «Curtius è stato uno straordinario conoscitore delle letterature antiche e moderne e, soprattutto, un autentico intellettuale europeo, consapevole che l’identità è un campo di intersezioni: qualcosa di sempre mobile e aperto, perché specchio di una cultura viva, intesa al modo di Max Scheler come umana partecipazione a quanto è essenziale nella natura e nella storia. […] Curtius aveva intuito e spiegato che la tradizione riguarda il futuro e non solamente il passato; che l’essere umano conosce per tradizione e che la critica ha il compito di riconoscerla nella sua azione lungo la storia della letteratura. »

Grazie a Mitzicat per la scansione di partenza.

Nota: Nella versione epub finale – vista l’impossibilità di ottenere il testo a fronte – si è preferito elaborare le due versioni, italiana e tedesca, in due sezioni distinte.