Frank O’Connor – La voce solitaria. Uno studio sul racconto

Frank O’Connor ha contribuito a definire il canone del racconto sia da autore sia da studioso. In questo libro, divenuto un classico nelle scuole di scrittura americane, analizza con piglio franco e talvolta brusco i più grandi scrittori che si sono cimentati con la forma breve: da Babel’ e Hemingway, accomunati dalla medesima fascinazione estetica per la violenza, a Čechov e Maupassant, che hanno creato un modello al contempo imitatissimo e inarrivabile. Senza riverenze di sorta O’Connor bistratta James Joyce, Rudyard Kipling e Katherine Mansfield, prende in esame D.H. Lawrence e Turgenev, Leskov e Sherwood Anderson. Tutti questi scrittori hanno però in mente un particolare tipo di personaggi, che non appartengono al grande romanzo, ma possono esistere soltanto nello spazio liminale del racconto. Ciascuno di loro individua una propria tribù da rappresentare e chi ne fa parte è un sommerso, un individuo marginalizzato dalle roboanti narrazioni della società contemporanea. Una voce di cui solo l’autore di racconti può farsi carico e interprete.


LINK per accedere al nuovo server

Ladri di Biblioteche



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *