Nota Infornata 8 agosto 2019

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Cari amici di LDB,

è arrivato finalmente agosto e come da me promesso, la prima delle due agostane narrative. Inauguriamo il nuovo format, invece dei singoli post per libro, due o max 3 post con solo le cover più un elenco scritto .

Passo subito ai ringraziamenti:
Ringrazio il vate sommo Zovvo per aver ispirato il consiglio kafkiano (chissà perché in estate mi viene sempre voglia di condividere Kafka…). E l’amico progvolution per aver invece ispirato moravagine di cendrars e eventi di bernhard.

E come sempre ringrazio tutti quelli che hanno donato. Se volete continuare a contribuire, e per quelli che vorrebbero farlo per la prima volta, c’è l’apposito link in alto a destra nella home del sito.

Buone vacanze e buone letture

Nat

Infornata 8 agosto 2019 I

 

Gottfried Keller – Tutte le Novelle
Franz Kafka – Lettere a Felice
Blaise Cendrars – Moravagine
Thomas Bernhard – Eventi
Pierre Michon – Vite minuscole
Pierre Michon – Gli Undici
Pietro Citati – I frantumi del mondo
Knut Hamsun – Victoria
Saki – Racconti
Thomas Ligotti – La cospirazione contro la razza umana
Thomas Ligotti – Teatro grottesco
Thomas Ligotti – Nottuario
Thomas Ligotti – La straziante resurrezione di Victor Frankenstein

 

Infornata 8 agosto 2019 II

 

Witold Gombrowicz – Cosmo
Witold Gombrowicz – Pornografia
Seicho Matsumoto – La ragazza del Kyushu
Joseph Roth – Romanzi brevi
Jorge Luis Borges – Il tango
Alberto Savinio – Souvenirs
Viktor Šklovski – Viaggio sentimentale. Memorie 1917-1922
Georges Simenon – Il Mediterraneo in barca
Renè Daumal – Lanciato nel pensiero
Theodore F. Powys – La gamba sinistra
Livia Manera Sambuy – Non scrivere di me. Racconti intimi di scrittori molto amati. Roth Ford, Wallace, Carver
Henry Miller – Giorni tranquilli a Clichy

 

Infornata 8 agosto 2019 III

 

Charles Robert Maturin – Melmoth l’errante
George Bernard Shaw – Pigmalione
Rocco Scotellaro – Tutte le opere
Sandro Penna – Poesie
Federigo Tozzi- Bestie
Giosue Carducci, Annie Vivanti – Addio caro Orco, Lettere e ricordi (1889-1906)
Nico Orengo – Il salto dell’acciuga
Stuart Kells – La biblioteca. Un catalogo di meraviglie
Martin Amis – L’attrito del tempo. Bellow, Nabokov, Hitchens, Travolta, Trump. Saggi e reportage, 1986-2016
J. M. Coetzee, Arabella Kurtz – La buona storia. Conversazioni su verità, finzione e psicoterapia
Michael Katakis – Hemingway l’uomo e il mito
Federico Garcia Lorca – E poi libri, e ancora libri
Arrigo Cajumi – Il passaggio di Venere
W.H. Davies – Autobiografia di un vagabondo

nota post infornata 16 luglio 2019

Cari amici, è di nuovo tempo di infornata mista.

Qualcuno, speriamo, forse si domanderà che fine ha fatto il progetto fascismo. E’ ancora in pausa, i lavori riprenderanno ad agosto e la terza parte, se tutto va bene, dovrebbe uscire a settembre. Ma ad agosto non vi lascerò certo orfani, e  anzi arriveranno un paio di infornate narrative per tenervi debitamente rinfrescati.

Per quanto riguarda questa, di infornata, non c’è molto da scrivere. Il libro Plechanov doveva far parte del progetto rivoluzionario ma purtroppo al tempo dimenticai di metterci mano. Cose che capitano. Ringrazio l’amico cajun per aver ispirato il consiglio elogio della menzogna.

Vi lascio alla lettura, ricordandovi come sempre che se volete contribuire, cosa fondamentale per un progetto proletario come LDB, potete farlo con una donazione libera al sito. Cliccando sul seguente banner:

Ringrazio chi lo ha già fatto e chi lo farà.

Buone letture

nat

 

 

G.V. Plechanov – Contributi alla storia del materialismo

I «Contributi alla storia del materialismo» seguono di un anno il noto «Saggio sullo sviluppo della concezione monistica della storia», del quale riprendono diversi spunti. Poiché, tuttavia, qui Plechanov non aveva potuto dedicare al materialismo francese del Settecento tutto lo spazio che avrebbe desiderato, credette opportuno ritornare su quelli che gli sembravano i suoi rappresentanti più avanzati e al contempo, ma appunto perciò, meno compresi: Holbach ed Helvétius.

L’interesse che i due esponenti del pensiero rivoluzionario borghese suscitano nel primo teorico marxista russo e che, a distanza di quasi un secolo, non possono non suscitare in noi, non è d’ordine meramente culturale: nei loro scritti, infatti, il materialismo «classico», proprio perché tocca il vertice delle sue potenzialità, rivela tutta la gamma delle sue contraddizioni e le trasmette insolute all’Ottocento. Ed è al banco di prova del tentativo di superare queste contraddizioni che naufraga l’idealismo hegeliano e si afferma in tutta la sua potenza sovvertitrice il materialismo dialettico di Marx ed Engels, erede e insieme liquidatore di entrambi.

La ricostruzione di questo processo, che non si svolge nel puro mondo delle idee ma riecheggia ad ogni passo l’esplodere dell’irriducibile antagonismo fra le due classi fondamentali della società moderna, è appunto il tema dominante — ed attualissimo — del presente volume.

Kim Il Sung – L’idea del djoutché

L’ideologia del Djoutché si basa sul principio filosofico secondo il quale l’uomo è signore di tutto e di tutto decide. Spiegando in modo scientifico la posizione e il ruolo che all’uomo spettano nel mondo, l’ideologia del Djoutché fornisce la più esatta concezione della natura e della società e, insieme, un’arma potente per far conoscere e per trasformare il mondo. Illumina la via logica dello sviluppo sociale, incoraggia e sprona con forza le masse popolari lavoratrici alla lotta rivoluzionaria per una vita indipendente e creativa.  Kim Il Sung

Luigi Bobbio – Storia di Lotta Continua

I lettori che si accosteranno a questo libro essenzialmente sull’onda del “caso Sofri” (ma che è anche il caso Bompressi, Marino e Pietrostefani), non vi troveranno la chiave dell’enigma (l’assassino del commissario Calabresi apparteneva alla fila di Lotta continua?), ma potranno comprenderne meglio lo sfondo storico, politico e sociale, ossia il suo substrato “non criminale”. Ma questo libro non era nato per fornire una tesi difensiva, e mi sembra un po’ avvilente piegarlo a questo scopo. Mi piacerebbe invece che gli eventuali lettori non si fermassero soltanto alle poche pagine che si riferiscono agli episodi attualmente sotto accusa, ma provassero a seguire il singolare itinerario di questo gruppo ribelle: dalle sue radici nel Sessantotto (ed anche prima), e poi attraverso l’estremismo dei primi anni Settanta, la contraddittoria riscoperta della politica a metà del decennio ed il tracollo finale dopo le elezioni del 1976. È un piccolo squarcio che si apre sui turbolenti anni Settanta, che ancora oggi, alla fine di questo decennio, appaiono così oscuri, rimossi, mal conosciuti.

AA.VV – Elogio della menzogna

«accusare. Se l’autorità di chi accusa potesse rendere di colpa sospetta l’innocenza, sarebbono vane le speranze e miserabili le condizioni degli uomini. Guai al mondo, se i grandi potessero autenticare le calunnie solamente col pretesto doverle proferite. Non vi sarebbe bontà che non fosse posta in ombra e costituita rea al tribunale della morte.

« Chi vuol accusare altri, deve egli prima esser puro ed innocente. Niuna ragione consente che questo chieda conto della vita di quello, s’egli non lo può dar della propria. Chi ha traviato dal diritto della coscienza, non è abile a ridurvi altri. Il poco fondamento dell’accusa, s’argomenta dal poco merito della persona che accusa.

« Accusar altrui, nelle sue disgrazie, è cosa da uomo rozzo ed ignorante. Accusar se stesso è cosa da chi comincia a farsi savio. Non accusar altrui, né se stesso, è cosa da savio e da perfetto ».

Hans Magnus Enzensberger – Politica e crimine. Nove saggi

(…) Preferirei che i rapporti fra Politica e crimine avessero perso attualità e le mie riflessioni di allora fossero invecchiate. Purtroppo non è così. Chi si ricorda ancora, oggi, di Rafael Trujillo? Eppure i «padri della patria» di quel tipo non sono scomparsi. Si sono moltiplicati. Per ogni Marcos, per ogni Sukarno che sparisce, si trova un degno successore. La modernizzazione della mafia e della camorra procede di pari passo con lo sviluppo del suo presupposto, la crescita del mercato mondiale. I disertori non sono più condannati a morte secondo una minuziosa procedura giuridica come avvenne al soldato Slovik: sono semplicemente eliminati, come nella guerra del Golfo, con i gas tossici. Quando morì la povera Wilma Montesi, non si parlava ancora di Moro e di Sofri, di Gelli e di Craxi, eppure la logica surreale dei servizi segreti e della giustizia era già ben visibile, solo che si avessero occhi per vederla (…)Mi dispiace molto che questo libro non sia diventato superfluo.

H.M. Enzensberger (dal post-scriptum, giugno 1998)