Hans Magnus Enzensberger – Il mago dei numeri

Il mago dei numeri (Super ET) di [Enzensberger, Hans Magnus]

Roberto è uno dei tanti ragazzi per i quali la matematica è un incubo incomprensibile. Una notte gli appare in sogno un curioso ometto rosso che gli propone straordinari giochi di prestigio: non con le carte, ma con i numeri. Per altre undici notti Roberto si addentra cosí nell’esplorazione di sistemi numerici complessi, capisce sempre meglio le leggi e i meccanismi che li governano, incontra Pitagora e Archimede. Scoprirà che la matematica non è affatto la cosa noiosa e un po’ crudele che si studia a scuola, ma semmai un’avventura entusiasmante. Per Hans M. Enzensberger la matematica è un mondo immaginario, che riserva continue sorprese ed è capace di colpirti con la sua genialità. Questo libro, scritto per una bambina di dieci anni ma destinato ai lettori di tutte le età, ne è la prova.

Mario Pinna – Le variazioni del clima. Dall’ultima grande glaciazione alle prospettive per il XXI secolo

Image result for Mario Pinna - Le variazioni del clima. Dall'ultima grande glaciazione alle prospettive per il XXI secolo

Le previsioni del tempo, il clima, l’inquinamento atmosferico sono oggi argomenti ben noti non solo agli specialisti, ma anche, in certa misura, all’opinione pubblica, dato che i giornali e la televisione a tale riguardo forniscono un’informazione continua, spesso anche di buon livello. Per questa ragione tutte le persone attente e desiderose di essere costantemente informate non hanno alcun dubbio sul fatto che il clima va gradualmente modificandosi.
Tale conoscenza corrisponde alla realtà delle cose. Sappiamo infatti che il clima è animato da un costante mutamento, e che ciò avviene come risposta a varie cause sollecitanti, alcune delle quali di ordine astronomico (ad esempio, le variazioni dell’eccentricità dell’orbita terrestre o dell’inclinazione dell’asse terrestre), altre di carattere planetario o regionale (le eruzioni vulcaniche, le variazioni della copertura vegetale) e altre ancora dovute all’azione diretta dell’uomo sull’atmosfera (i molteplici inquinamenti determinati dalle nostre attività economiche).
In questo volume vengono descritte le variazioni climatiche che la Scienza è stata in grado di ricostruire dall’ultima grande glaciazione del periodo pleistocenico all’epoca attuale, senza trascurare i riflessi che tali mutamenti hanno avuto sulla storia degli uomini. Particolare rilievo è stato dato a certi cicli climatici che si sono verificati in epoca storica per cause del tutto naturali, come il “Periodo Caldo Medievale” (800-1200) e la fase fredda denominata “Piccola Età Glaciale” (1550-1850). Nel nostro tempo invece il clima tende a riscaldarsi, ma tale fenomeno avviene soprattutto per l’intervento dell’uomo. Il ben noto “effetto serra” e “il buco dell’ozono” vengono qui considerati come le conseguenze più palesi e più preoccupanti della manipolazione umana dell’atmosfera, dalla quale ha origine l’attuale mutamento del clima. La Scienza poi prevede che tale riscaldamento durerà anche nel XXI secolo.

Ernesto Rossi – Padroni del vapore e fascismo

I    rapporti fra potere economico e potere politico nell’avvento e nel consolidamento del fascismo; il processo attraverso cui i «padroni del vapore» — cioè i più potenti rappresentanti dell’oligarchia industriale e finanziaria italiana — delegarono a un sistema politico totalitario il compito di difendere e promuovere i propri interessi di classe; le gravissime deformazioni impresse all’organismo economico nazionale dalla ventennale alleanza fra classe politica fascista e Confindustria: questi — che la storiografia più recente ha riconosciuto come i problemi centrali della storia d’Italia fra le due guerre — sono i temi dominanti del volume di Ernesto Rossi, che, dopo cinque edizioni, viene ora ripresentato in forma ampiamente riveduta e aggiornata.
Dagli scandali bancari all’istituzione di un rigoroso regime protezionistico all’ombra della mitologia autarchica; dall’imposizione di bassi salari alla politica fiscale e creditizia favorevole agli alti redditi, alla costituzione dell’IRI, l’esposizione del Rossi individua tutte le fondamentali scelte economiche del regime; scopre le costellazioni di interessi che esse erano chiamate a favorire; indica gli speciali meccanismi — politici, burocratici, giuridici — destinati a realizzarle, e che vennero progressivamente e stabilmente alterando le strutture dello stato e quelle del mercato nazionale; analizza minutamente la nuova classe dirigente modellata da quelle scelte, chiamata a gestirle e poi sopravvissuta, oltre il crollo del fascismo, a rendere più difficile, con le sue abitudini di malcostume e di incompetenza, la rinascita democratica

Georges Canguilhem – Il fascismo e i contadini

1935. In un momento politico cruciale per l’Europa – che vede l’affermazione del fascismo e del nazismo – appare in Francia, anonimo, un piccolo saggio militante e lucidissimo, le cui analisi risultano ancora di un’attualità sorprendente. Ne è autore Georges Canguilhem. Riflettendo sulla questione agraria e sul pericolo della fascistizzazione delle masse contadine, Canguilhem, che parteciperà in prima persona alla Resistenza, descrive il fascismo come nuova tecnica politica che mira a normalizzate tutti gli aspetti dell’esistenza umana compresi quelli vitali e biologici. L’ideologia agraria del ritorno alla terra con cui i regimi fascisti cercano di sedurre le masse contadine viene indicata come la maschera sotto cui si cela una razionalità politica che tende, invece, a distruggere la pluralità delle forme di vita contadine a vantaggio di una nuova gestione tecnico-scientifica delle risorse vitali. Contestualmente l’autore ridefinisce, in opposizione alle politiche staliniane dell’epoca, il progetto marxista nei termini di una emancipazione umana in grado di coinvolgere, nella loro molteplicità concreta, i differenti soggetti del lavoro e della tecnica.

Donald Sassoon – Come nasce un dittatore

Un’Italia devastata e in crisi; un Parlamento fragile e passatista; la debolezza sul piano internazionale e la crisi economica; il malcontento della classe operaia e dei braccianti; il timore di una rivoluzione rossa; un Paese ancora incapace di concepirsi unito. È questa la congiuntura di eventi che creò le condizioni di una dittatura destinata a essere abbattuta solo dopo la più distruttiva delle guerre. Questo libro racconta l’ascesa di un politico avveduto e calcolatore che seppe usare la retorica futurista – a partire dal suo giornale – per cavalcare un desiderio di rinnovamento diffuso e insieme tranquillizzare le élite sociali assumendo i toni di un governo liberale. Sottovalutato dagli oppositori e dai suoi stessi alleati, si presentò come il leader carismatico di un partito che, dapprima ininfluente, conquistò rapidamente il gradimento degli elettori. Sfruttò le debolezze di un sistema parlamentare corrotto e le spaccature interne all’opposizione per affermarsi come unico portavoce di un progetto forte. Investito dal consenso popolare, il 29 ottobre 1922 l’homo novus attraversò un’Italia fantasma sul treno notturno Milano-Roma per ricevere dal re l’incarico di formare il nuovo governo, guidando da Presidente del consiglio la simbolica marcia su Roma in testa al corteo delle camicie nere. Ebbe così inizio il Ventennio. In quatro libro, Sassoon mette a fuoco le ragioni storico-politiche e le dinamiche sociali e culturali che hanno portato all’ascesa trionfale del Duce.

Pierriana (+ ‘liberati’) d’occasione vol. IV: gfjhg84nfg9wzx

Nel mentre che il blogmaster e i suoi accoliti si ingegnano con la grande infornata sul fascismo del 25 aprile prossimo, a tenervi compagnia ci pensa la ormai abituale pierriana d’occasione.

Come al solito, siate austeri nei ringraziamenti: dopotutto stiamo parlando di pierre mica di Greta Thunberg…

 

Importante: invito i nuovi e i vecchi utenti, se ancora non lo avessero fatto, a iscriversi al server discord di LDB, cliccando su questo INVITO

Buone letture

Donald Sassoon – Sintomi morbosi: Nella nostra storia di ieri i segnali della crisi di oggi

Sintomi morbosi: Nella nostra storia di ieri i segnali della crisi di oggi di [Sassoon, Donald]

«La crisi consiste appunto nel fatto che il vecchio muore e il nuovo non può nascere: in questo interregno si verificano i fenomeni morbosi più svariati.» Così scriveva Antonio Gramsci oltre ottant’anni fa nella prigione fascista di Turi. Muovendo da questa intuizione, lo storico Donald Sassoon, profondo conoscitore del nostro paese, si chiede quali sono oggi i segnali della crisi che sembra stia condannando al declino la civiltà occidentale. Dalla proliferazione di movimenti nazionalisti e sovranisti alle sempre più frequenti manifestazioni razziste e xenofobe, dalla sfiducia nei partiti tradizionali all’aumento delle diseguaglianze, l’impressione è di trovarsi in un cruciale momento di passaggio, in quell’interregno fra il tramonto del vecchio e l’affermazione del nuovo in cui si corrono i rischi maggiori di rapide regressioni. Al centro della sua analisi, la crisi che sta attraversando il Vecchio Continente: le probabilità di una sua implosione, ma anche le motivazioni e le ragioni della sempre più evidente disaffezione nei confronti di un’Europa unita che subisce attacchi da ogni fronte e viene troppo debolmente difesa da chi dovrebbe rappresentarla. Da «ebreo nato in Egitto con passaporto britannico, con studi in Francia, Italia, Gran Bretagna e Stati Uniti», Donald Sassoon è in una posizione peivilegiata per interpretare senza pregiudizi la moltitudine di umori, sensibilità, scelte di vari paesi, e ci offre la lezione di un grande storico capace di decifrare la complessità dell’oggi sciogliendo con maestria gli intricati fili provenienti dal nostro passato.

Susan George – L’america in pugno. Come la destra si è impadronita di istituzioni, cultura, economia

Quando George Bush lascerà la Casa Bianca all’inizio del 2009, gli Stati Uniti torneranno forse alla “normalità”? Il prossimo presidente potrà governare alla luce di una nuova visione, in grado di far riassumere agli Usa un ruolo “positivo” nello sviluppo del pianeta? Per Susan George questo non potrà assolutamente succedere, o almeno sarà un percorso difficile e pieno di ostacoli. Da ormai più di trent’anni, infatti, la destra americana è protagonista di una “lunga marcia” che le ha consentito di conquistare tutte le principali casematte ideologiche del paese: una vera e propria guerra culturale che ha inciso in profondità sui contenuti e le forme del dibattito politico americano. Alla base della sua strategia le cosiddette “quattro ‘M’: money, media, marketing e management, a cui bisognerebbe aggiungere però il senso di “missione” che ha ispirato ogni atto della politica estera. Il risultato è un’alleanza eterogenea ma non per questo meno formidabile, che comprende fondazioni private, lobby, think-thank specializzati in ogni genere di questioni, un vasto arcipelago di pubblicazioni, tv via cavo religiose, avvocati, organizzazioni politiche con un’immediata capacità di mobilitazione. Chiunque sia, il prossimo presidente degli Stati Uniti non potrà fare a meno di confrontarsi con questa realtà, in cui poco o nulla è rimasto dei valori “liberai” che avevano ispirato l’epoca dell’affirmative action negli anni sessanta.