Terry Pinkard – Hegel. Il filosofo della ragione dialettica e della storia

Hegel: Il filosofo della ragione dialettica e della storia di [Pinkard, Terry]

Georg Wilhelm Friedrich Hegel (1770-1831) è da sempre raffigurato come uno dei pensatori più astrusi e impenetrabili della filosofia moderna. La rigorosa e documentata biografia di Terry Pinkard corregge questa immeritata fama, offrendo un’accurata ricostruzione della vita, accompagnata da un’intelligente panoramica del suo universo concettuale e delle sue opere. Collocato nel contesto della sua epoca, il ritratto di Hegel che ne emerge è quello di un pensatore ambizioso e geniale, che vive in un periodo di grandi sconvolgimenti, dominato dalla figura di Napoleone. Una parte centrale della narrazione è dedicata alle amicizie e agli incontri con alcune delle più significative personalità del suo tempo, tra cui Hölderlin, Goethe, Humboldt, Fichte, Schelling, Novalis, i fratelli Schlegel, Mendelssohn. A emergere è una figura complessa e quanto mai affascinante della modernità europea, un Hegel cioè che – con le sue penetranti analisi del nuovo mondo nato dalle rivoluzioni politiche, industriali e sociali della sua epoca – si impone ancora alla riflessione filosofica contemporanea come punto di confronto obbligato e imprescindibile.

Stephen Greenblatt – Il tiranno. Shakespeare e l’arte di rovesciare i dittatori

Il tiranno di [Greenblatt, Stephen]

Perché qualcuno, si chiede Shakespeare, dovrebbe appoggiare un leader palesemente inadatto a governare, una persona pericolosa e impulsiva, malvagia e subdola, o indif- ferente alla verità? Perché, in alcuni casi, le prove di crudeltà non sono un deterrente, bensì un’attrattiva capace di trascinare seguaci soddisfatti? “Da questo momento,” dichiara Macbeth “il primo moto dell’animo sarà / tutt’uno con il moto della mia mano.” Ma allora le istituzioni che dovrebbero impedire alle persone comuni, e ancor più ai leader delle nazioni di agire sulla spinta di ogni impulso folle, dove sono? E quali sono i meccanismi psicologici che conducono una nazione a dimenticare i propri ideali e persino il proprio interesse? Nonostante siano passati secoli, i re e i contadini di Shakespeare gettano luce ancora oggi sul carattere delle masse e dei loro agitatori, trovando rinnovata chiarezza nelle osservazioni di Greenblatt. La fragilità improvvisa delle istituzioni, il disordine delle classi dirigenti e la rabbia populista come conseguenza della crisi economica sono tutti elementi per comprendere la politica moderna, ma anche quello spirito popolare di umanità che per Shakespeare rimase per sempre l’unica vera speranza, perché “si può soffocare, ma mai spegnere del tutto”.

Giangiorgo Pasqualotto – Alfabeto filosofico

Un dialogo tra pensiero antico e pensiero moderno, tra Occidente e Oriente: un «alfabeto» – e non «dizionario» – filosofico, perché l’elenco dei concetti proposti non si pone come premessa per giungere a una definizione conclusiva, ma come pretesto per mantenere aperto un campo di discussione e riflessione da parte del lettore. Un elenco esemplare di alcune idee che si sono formate e consolidate nella storia del pensiero, ma che continuano a dimostrarsi talmente feconde da rimanere aperte a sempre nuove interpretazioni prodotte da un lavoro filosofico inteso come sapere critico che non ha né sede né fine.

Cinzia Sciuto – Non c’è fede che tenga. Manifesto laico contro il multiculturalismo

Oggi in Europa viviamo in società sempre più disomogenee. Le tensioni e i conflitti etnici, religiosi e culturali che attraversano centri e periferie impongono la ricerca di nuove forme di convivenza. Secondo Cinzia Sciuto, la strada da percorrere per una società capace di tenere insieme disomogeneità culturale e diritti delle persone è quella di una visione etica e politica radicalmente laica. Ma che cosa significa essere laici? La laicità è l’insieme delle condizioni che permettono alle diverse espressioni religiose, e più in generale alle diverse visioni del mondo, di coesistere in una società pluralistica. Condizioni che garantiscono la libertà di religione ma allo stesso tempo stabiliscono princìpi ai quali non si può derogare in nome di nessun Dio. La laicità dunque non è il polo di una simmetria, ma la condizione prepolitica della convivenza civile in una società disomogenea. Un saggio che smaschera le pretese velleitarie del multiculturalismo: nel reclamare riconoscimento e rispetto delle identità delle diverse componenti etniche, religiose e culturali di una società, il rischio è perdere di vista che il soggetto titolare di diritti è solo ed esclusivamente il singolo individuo e non i gruppi. Sciuto capovolge l’ordine di priorità: è l’individuo a essere portatore di identità e appartenenze, non è l’appartenenza a definire l’individuo.

Dani Rodrik – Dirla tutta sul mercato globale. Idee per un’economia mondiale assennata

Dirla tutta sul mercato globale: Idee per un'economia mondiale assennata (Einaudi. Passaggi) di [Rodrik, Dani]

Lo Stato-nazione sembrava essere condannato all’irrilevanza grazie alla globalizzazione e alla tecnologia. Ora è tornato, spinto da un coro populista mondiale. Rodrik, da sempre schietto critico di una globalizzazione economica andata troppo oltre, va al di là della reazione negativa populista e offre una spiegazione ragionata dei motivi per cui l’ossessione delle élite tecnocratiche per l’iperglobalizzazione abbia reso piú difficili per gli Stati-nazione ottenere obiettivi economici e sociali legittimi a casa propria: prosperità economica, stabilità finanziaria ed equità. Egli rimprovera i globalisti per aver messo in pratica pessime scelte di politica economica, ignorando le sfumature dell’economia, che avrebbero dovuto indurre a piú cautela. Rodrik rivendica la necessità di un’economia mondiale pluralista, dove gli Stati-nazione possiedano un’autonomia sufficiente per formare i propri contratti sociali sviluppando strategie economiche pensate per i propri bisogni. Invece di invocare la chiusura delle frontiere o il protezionismo Rodrik ci mostra come ristabilire un equilibrio accorto tra una governance nazionale e una globale.

Gianfranco Viesti – Verso la secessione dei ricchi. Autonomie regionali e unità nazionale

Verso la secessione dei ricchi?: Autonomie regionali e unità nazionale di [Viesti, Gianfranco]

Si sente dire che Veneto e Lombardia vogliono l’autonomia regionale differenziata. Ma pochissimi italiani sanno di che cosa si tratta effettivamente: anche perché se ne parla poco, e in modo volutamente molto vago. Questo breve saggio racconta le origini di questo processo, le richieste regionali e le loro possibili implicazioni. Mostra così che non si tratta di una piccola questione amministrativa, che riguarda solo i cittadini di quelle regioni, ma di una grande questione politica, che riguarda tutti gli italiani. Che può portare ad una vera e propria “secessione dei ricchi”; spezzettare la scuola pubblica italiana; creare cittadini con diritti di cittadinanza di serie A e di serie B a seconda della regione in cui vivono.

I reazionari . Terza parte del Cen(t)one 2018

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Cari amici di Ladri di Biblioteche

andiamo con l’infornata di oggi a completare il Centone 2018. L’epifania tutte le feste porta via… e il mastro natjus per render meno triste codesta dipartita vi riempe la calza di scrittori reazionari e politicamente scorretti:

dal Céline libellista e antisemita (che però vale la pena di rileggere, sia per lo stile furioso, ancora oggi ineguagliato, sia per le inquietanti assonanze ideologiche con la martellante propaganda anti-immigrati che a noi contemporanei tocca sorbire) a Caraco, il vero “politicamente scorretto”; Gomez Davila, capace di alternare, senza soluzione di continuità, grossolane banalità  e sottili critiche alla democrazia e Rozanov, pazzo e sboccato, tra santità e volgarità, nella Russia prerivoluzionaria e, infine, il blasfemo Panizza.

Ringrazio il compagno geniere per aver ispirato il consiglio La fabbrica di uomini di Panizza, e, come sempre, tutti coloro, generosi, che hanno donato. Grazie di cuore

Chi desideri contribuire al proseguimento e all’arricchimento di questo progetto può fare una donazione libera cliccando su questo apposito banner

Grazie ancora e buone letture.

 

Nicolàs Gómez Dávila – Escolios a un texto implìcito I

Pubblicati in cinque volumi tra il 1977 e il 1992, gli “Escolio” sono stati portati all’attenzione del pubblico italiano grazie a Franco Volpi, che nel 2001 e nel 2007 ne ha curato per Adelphi degli assortimenti parziali. Ora l’opera di Gomez Dávila, questa summa del pensiero reazionario, torna alla luce nella sua interezza. Con la traduzione di Loris Pasinato (già traduttore delle “Notas”) riprende vita la raccolta di sentenze in cui il filosofo colombiano raggiunge vette solcate solo da filosofi del calibro di Platone, Nietzsche e Cioran. Con questo mosaico di aforismi, glosse, scolii, Gómez Dávila ci dona un manuale – a tratti ironico, a tratti mistico – per sopravvivere al mondo moderno. Prefazione di Gennaro Malgieri, introduzione di Gabriele Zuppa e postfazione di Antonio Lombardi.

Nicolàs Gómez Dávila – Escolios a un texto implìcito II

Dopo Pascal, Nietzsche e Cioran, anche Gómez Dávila è riuscito a conferire dignità teoretica all’aforisma. Il colombiano ci introduce alla sua filosofia della reazione contro un mondo moderno che non verrà punito, poiché «esso stesso è la punizione». Cattolico ma non dogmatico, colto ma non accademico, più antimoderno di ogni antimoderno, Gómez Dávila si erge a inquisitore del pensiero progressista, dei suoi falsi miti, dei suoi profeti. Il risultato è un’opera monumentale. Un tempio di sentenze cementate dal silenzio che separa ogni aforisma: «un rifugio contro l’inclemenza dei tempi». Pubblicati in Colombia tra il 1977 e il 1992 in cinque volumi, gli Escolios sono stati portati all’attenzione del pubblico italiano grazie a Franco Volpi, che nel 2001 e nel 2007 ne ha curato per Adelphi alcuni assortimenti parziali. Ora l’opera di Gómez Dávila torna alla luce nella sua interezza. Con questo secondo dei cinque volumi, il lettore potrà inoltrarsi in una foresta di poche parole, dove «è difficile nascondersi, come tra pochi alberi». Introduzione di Alfredo Abad.

Vasilij Ròzanov – Foglie cadute. Solitaria Prima cesta Una cosa mortale

Fra i grandi scrittori di quel prodigioso periodo che ebbe la Russia fra gli ultimi decenni dell’Ottocento e i primi del Novecento, Ròzanov (1856-1919) è forse l’ultimo che deve ancora essere veramente scoperto: e come si può dire che in Nietzsche si rifletta tutto il movimento intellettuale dell’Europa nella seconda metà dell’Ottocento, così si può dire che in Ròzanov si stringano, quasi in un mostruoso nodo, i fili più preziosi della cultura russa, quelli che venivano da Dostoevskij e da Gogol’ e si dipartivano verso la prima avanguardia e la rivoluzione.
Foglie cadute, che qui presentiamo per la prima volta in Italia, è l’opera più ricca, più segreta e più geniale di Ròzanov, quella che – secondo quanto scrive A.M. Ripellino nel suo magistrale e ampio saggio che chiude il libro – meglio rappresenta la sua singolarissima figura di “pensatore arrogante e sboccato, studioso di teologia e antichi culti, polemista protervo, esperto di numismatica, sessuologo, critico d’arte e di letteratura, gazzettiere loquace, magnifico voltagabbana e stolto di Dio, della progenie di quei disperati per cui, come per l’Uomo del Sottosuolo, due più due non fa quattro ma cinque”. Più che un diario, Foglie cadute è la registrazione istantanea di ‘momenti’ del pensiero e della sensibilità di Ròzanov, è un’annotazione del pensare e del vivere mentre avviene. Come in una sterminata soffitta, vi si troverà di tutto: aforismi, brevi racconti, frecciate critiche, lampeggianti intuizioni mistiche, feroci squarci satirici, ritratti memorabili, penetranti osservazioni politiche e filosofiche nutrite da una sensibilità religiosa paradossale e intensa, insieme innovatrice e radicata nella grande tradizione del cristianesimo orientale. E ogni pagina appare qui scandita dalla pulsazione ‘fisiologica’ di una scrittura frammentaria dagli sbalzi repentini, di cui già Šklovskij notava la straordinaria novità e modernità.
Il lettore troverà alla fine del volume un ricchissimo indice ragionato dei nomi, a cura di Alberto Pescetto, che gli permetterà di orientarsi nella selva dei personaggi russi a cui Ròzanov fa riferimento nel suo testo.