Georges Dumézil – Loki

Copertina del volume: Loki

Dio senza culto, sprovvisto di un luogo sacro e di un ruolo preciso, e tuttavia indispensabile – senza di lui interi cicli mitologici risulterebbero privi di senso –, Loki è uno dei personaggi più enigmatici e affascinanti della mitologia norrena. Amico e complice di Odino e Thor, e loro peggiore nemico, artefice ingegnoso e burlone, insieme responsabile della morte di Baldr e della fine del mondo nel Ragnarök, sembra resistere a ogni tentativo di classificazione. Eppure è proprio questa irriducibilità a definirlo, dal momento che la sua ambivalenza non è un’anomalia, bensì qualcosa di strutturale – una funzione di disturbo che mette alla prova l’ordine cosmico rivelandone le contraddizioni latenti. Per illuminare tale paradosso Georges Dumézil, in questo saggio da molti considerato il suo capolavoro, ha compiuto una mossa audace: affiancare a Loki il suo doppio caucasico. Nell’epopea popolare degli Osseti – ultimi discendenti degli Sciti – vive infatti un personaggio del tutto analogo, Syrdon, astuto, ambiguo e imprescindibile come il dio scandinavo. Il confronto tra i due – una delle vette del metodo comparativo – rivela che la loro natura sconcertante è l’espressione di un tipo mitologico arcaico comune, risalente alla preistoria indoeuropea. E la tesi finale, che riconnette l’escatologia norrena alla grande guerra del Mahābhārata, apre scenari vertiginosi, lasciando affiorare l’oscurità multiforme di una presenza psichica che non smette di ammaliarci: il trickster.


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Francesca Caferri – La fortezza Israele. Anatomia di un paese senza pace

Dal 7 ottobre del 2023, Israele si è presentato al mondo come una fortezza sotto assedio. Una piccola Sparta pronta a rispondere colpo su colpo alle aggressioni, senza incertezze e dubbi. Una società unita dal dolore e dalla volontà di sopravvivere, da cui sono banditi coloro che obiettano e dissentono. Ma siamo sicuri che Israele abbia una sola faccia o invece ce ne sono mille che si contraddicono, si ignorano, si temono a vicenda? Come è possibile che un leader accusato di corruzione in patria e di crimini contro l’umanità alla Corte dell’Aja continui a governare con il consenso della maggioranza?
Per rispondere a queste domande, Francesca Caferri ha fatto un viaggio dentro la società israeliana con gli strumenti del buon giornalismo: le scarpe consumate sul campo, le interviste cercate e conquistate, lo sguardo capace di stare sui fatti. Così, ci porta dagli elettori della destra radicale e dai pacifisti ostinati e sempre più soli, dai media sotto pressione e dagli imprenditori che guardano dall’altra parte. E poi in Cisgiordania, a toccare con mano l’espulsione dei palestinesi. Voci che in Israele non hanno quasi mai diritto di parola, ma che finalmente riusciamo ad ascoltare.
Sullo sfondo resta proprio Gaza, con i suoi morti e la sua distruzione. E anche una domanda che percorre tutto il libro: come può Israele non vedere ciò che indigna il resto del mondo? E non capire le conseguenze – pericolosissime – di questi anni di guerra?


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Franco Venturi – Pagine repubblicane [LDB]

Pagine repubblicane - Franco Venturi - copertina

Una raccolta degli scritti sul repubblicanesimo di Venturi, dagli anni giovanili ai capitoli postumi di “Settecento riformatore”. L’idea di repubblica è il filo conduttore che caratterizza la vocazione politica del Settecento. Un repubblicanesimo moderno, una chiave d’interpretazione dell’Illuminismo, studiato attraverso le esperienze di Genova, Venezia, Ginevra e l’Olanda, repubbliche sopravvissute all’assolutismo. La repubblica oligarchica, la repubblica rivoluzionaria, la repubblica come amor di patria, la repubblica ideale di libertà, la repubblica come democrazia rappresentativa: molteplici immagini ideali e reali della repubblica moderna così come emerge dal Settecento indagato da Venturi.


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Isaiah Berlin – A gonfie vele. Lettere 1928-1946 [LDB]

Oxford, anni Trenta. Il futuro autore del «Riccio e la volpe», del «Legno storto dell’umanità», della «Libertà e i suoi traditori» è un giovane studioso agli inizi della carriera, ma già rivela quelle singolari doti che faranno di lui uno dei grandi epistolografi del Novecento: la passione per il gossip e la conversazione brillante («la vita non merita di essere vissuta se non si può essere indiscreti con gli amici intimi» scriverà), il talento di ‘imitatore di voci’, la curiosa mobilità di uno sguardo capace di trascorrere con leggerezza da un oggetto all’altro, l’eleganza musicale della prosa, l’ironia degna di Evelyn Waugh o Robert Byron. Che parli degli intrighi accademici oxfordiani o dei concerti di Toscanini a Salisburgo, del cenacolo di Stefan George e dei prodromi del nazismo o di letteratura inglese, di Gerusalemme o del «viaggio della memoria» nella patria russa, delle atmosfere di Venezia o dei suoi incontri con Virginia Woolf, sempre la varietà armoniosa, la versatilità danzante del suo stile ci incantano. Ma non basta: negli anni trascorsi fra New York e Washington (1941-1946) come funzionario del Foreign Office – con il delicato compito di operare affinché il governo di Roosevelt decidesse l’entrata in guerra al fianco di Churchill, nonché di guadagnare l’America alla causa sionista –, Berlin si rivela anche un geniale cronista del grande ebraismo americano (i Warburg e i Frankfurter, i Brandeis, i Rothschild), sicché questo epistolario giovanile ci regalerà anche un’incursione nel cuore segreto della storia novecentesca.


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Tito Lucrezio Caro – La natura delle cose

Il poema di Lucrezio ha conosciuto un’alterna fortuna nella storia della nostra civiltà. Ammirato, temuto, accantonato, dimenticato e poi riscoperto a partire dal Rinascimento e quindi dai protagonisti della Rivoluzione scientifica, ha dovuto fare i conti con la censura del Sant’Uffizio, per porsi infine come un testo di straordinario interesse, non solo per alcune importanti intuizioni scientifiche ma anche per il suo messaggio etico. Determinato a liberare l’umanità dalle sue grandi paure, tra cui soprattutto quella della morte e di un aldilà di pene e tormenti, Lucrezio ci mostra che il nostro pianeta è uno dei tanti mondi possibili in un universo infinito, e che l’uomo è soggetto alle inderogabili leggi di nascita, crescita, invecchiamento e morte, così come ogni altra aggregazione di atomi, una volta formata, è destinata prima o poi a disgregarsi, a disperdersi o a formare nuovi aggregati. Più che temere la morte, che non riguarda chi non è più, l’uomo dovrà allora vivere in accordo con queste leggi, accettarle, e bandendo ogni pretesa di onnipotenza, realizzare con i propri simili un consorzio civile ispirato alla solidarietà e all’amicizia. Con la presente edizione si è cercato da un lato di ricreare nella traduzione la bellezza, talvolta vertiginosa, del dettato poetico del De rerum natura, dall’altro, nel saggio introduttivo e nel commento, di assegnare all’atomismo di Lucrezio e alla sua proposta etica il loro posto nel dibattito filosofico e scientifico antico e moderno.


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Luciano Floridi – Filosofia dell’informazione [LDB]

Per Luciano Floridi l’informazione è un concetto cruciale, che merita un’indagine approfondita. Questo libro, frutto di lunghi anni di studio, presenta dunque il primo programma di ricerca unitario e coerente per quello che era un campo ancora inesplorato: la filosofia dell’informazione. E lo fa in modo sistematico, perseguendo tre obiettivi. Il primo è metateorico: il libro spiega che cos’è la filosofia dell’informazione. Il secondo è introduttivo: vi si esplora la natura complessa di vari concetti e fenomeni informativi. Il terzo ha una vocazione costruttiva: si danno risposte ad alcune delle classiche domande filosofiche in termini di teoria dell’informazione. La filosofia dell’informazione emerge dunque come una nuova e indipendente area di ricerca, interessata all’indagine critica della natura concettuale e dei principi di base dell’informazione, e all’applicazione di metodologie di teoria dell’informazione ai problemi filosofici. Una filosofia, oltretutto, che sa dialogare con il mondo contemporaneo.


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Byung-Chul Han – La società senza rispetto. Come abbiamo perso tatto, riguardo e cortesia

Il garbo, l’educazione e le formalità non sono orpelli inutili, ma il prerequisito del dialogo e, dunque, della democrazia. Le basi di una vita degna.

La perdita del rispetto – per gli altri, per le regole, per sé stessi – è sintomo e causa di un malessere diffuso. Nell’attuale società della prestazione, la capacità di ascolto e la volontà di empatizzare, essenziali per il riguardo verso l’Altro, sono state abbandonate come reliquie del passato. Con esse un tassello di ciò che ci rende umani rischia di andare perduto. Il filosofo Byung-chul Han non si limita a diagnosticare questo allarmante fenomeno. Propone, con veemenza e visionarietà, una politica dell’amicizia, basata sulla coesistenza e il riconoscimento reciproco nella diversità. Un primo passo verso una società giusta, nella quale il rispetto non va conquistato, comprato o strappato con forza, ma è caratteristica intrinseca di ogni individuo.


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Emiliano Brancaccio – Libercomunismo. Scienza dell’utopia

Lo spirito di questo tempo alberga in una tendenza: è la centralizzazione del capitale, un moto inarrestabile che sta concentrando tutto il potere nelle mani di pochi giganti.

L’ecologia, la scienza, la politica internazionale sono ormai catturate dall’esocapitale, la “materia oscura” dell’odierno capitalismo centralizzato. Una forza che sfrutta in modi sempre più sofisticati il lavoro e la natura e, al contempo, genera sprechi e inefficienze, trasforma gli individui in capitali umani isolati, consuma dall’interno le istituzioni della democrazia liberale e prepara il terreno a una nuova minaccia: un oltrefascismo transnazionale, in cui la libertà del capitale è destinata a divorare tutte le altre libertà. Contro questo scenario, Libercomunismo apre a una prospettiva inedita: la grande tendenza va affrontata sfidando il più grande tabù politico moderno. Pianificazione collettiva e libertà individuale, finora contrapposte, vanno intese come poli di un unico obiettivo: una lunga lotta per espropriare il grande capitale, democratizzare il controllo delle forze produttive e, al tempo stesso, liberare le energie creative dei singoli individui.

Un esercizio scientifico che sfida le ideologie dominanti e invita a concepire una politica all’altezza di questo tempo catastrofico.


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Il ritorno della casta – Sigfrido Ranucci

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In questo libro il più autorevole giornalista d’inchiesta italiano scoperchia il vaso di Pandora della riforma costituzionale della giustizia. Non è una riforma: è una capitolazione. È l’approdo di un piano eversivo nato agli albori della Repubblica e che oggi sta assumendo forme sempre più inquietanti, in Italia e nel mondo. Dalla riforma Castelli del 2005, sotto il secondo Governo Berlusconi – poi bocciata da Ciampi perché incostituzionale – alla riforma Mastella, che portò al crollo verticale delle inchieste (un agghiacciante -91% per i reati di concussione), fino alla riforma Cartabia, con il colpo di spugna dell’improcedibilità e il bavaglio alla cronaca giudiziaria, che impone l’oblio sul malaffare ancor prima che venga accertato: questo ultimo assalto alla magistratura è figlio di una strategia di “omeopatizzazione” dell’azione giudiziaria che sembra corrispondere in modo inquietante ai piani eversivi della P2 di Licio Gelli.


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Ferdinando Camon – Il mestiere di scrittore. Conversazioni critiche [LDB]

Moravia, Pratolini, Bassani, Cassola, Pasolini, Volponi, Ottieri, Roversi, Calvino sono i nomi che troviamo in questa serie di conversazioni critiche condotte tra gli anni Sessanta e Settanta da Ferdinando Camon, scrittore militante della letteratura: non secondo la modalità dell’intervista né quella del ritratto, ma più propriamente di una narrazione a due voci da cui emerga lo scrittore, la sua opera ma anche le sue letture, i suoi ricordi, la politica, le idee. Ne nasce di volta in volta una dichiarazione di poetica indotta, e perciò soppesata, meditata, esatta, che non risente a una lettura attuale del tempo trascorso, ma è anzi ancora verificabile nell’eredità letteraria lasciata da ognuno di questi maestri.


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