Vladimir Tendrjakov – Straordinario

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Nella scuola media di una quieta cittadina sovietica di provincia scoppia uno scandalo: una studentessa della decima classe (la nostra terza liceo), una giovane comunista, figlia di un funzionario locale del partito, crede in Dio. Poche settimane più tardi si scopre che anche il professore di matematica e fisica è un credente. Questa notizia sconvolge studenti ed insegnanti e costringe il direttore della scuola, che conduce in prima persona il racconto, a un severo esame di coscienza. Vengono messi in discussione i criteri d’insegnamento e, più in là, i principi che regolano la vita sociale: i dirigenti locali del partito seguono con apprensione gli sviluppi della vicenda. Intanto il professore è costretto a lasciare l’insegnamento: la ragazza invece, fatta segno all’ostilità dei compagni, attraversa una crisi profonda che finirà per soffocare in lei ogni slancio spirituale. In questo nuovo romanzo, che non mancherà di stupire il lettore italiano, rivelandogli un aspetto inedito della realtà sovietica, Vladimir Tendrjakov affronta il problema della democrazia e dell’educazione alla vita democratica in una società che voglia essere autenticamente socialista. Estremamente significative sono le pagine che illustrano le elezioni organizzate nella scuola, dove i due partiti in lizza sono quello dei «fisici» e quello dei « lirici », cioè i rappresentanti della cultura tecnicistica e della cultura umanistica. Ed è interessante che l’opposizione alla religione in Straordinario non sia condotta secondo la linea ufficiale sovietica di un facile e volgare scientismo, ma da un punto di vista storico-sociale che faticosamente ma chiaramente emerge.